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	<title>Comosome &#187; aldo capitini</title>
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		<title>Comosome &#187; aldo capitini</title>
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		<title>Capitini</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 16:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comosome</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aldo Capitini, scriveva questo nel 1960&#8230;in merito all&#8217;opposzione al fascismo&#8230;se avete due minuti leggetelo è terribilmente contemporaneo.
Mi scuso se non si vede bene il blog, non so come fare a rimediare&#8230;mah
Non e&#8217; facile elevarsi su quel patriottismo scolastico che ci coglie proprio
nel momento, dai dieci ai quindici anni, in cui cerchiamo un impiego
esaltante delle nostre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comosome.wordpress.com&blog=735822&post=123&subd=comosome&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Capitini">Aldo Capitini</a>, scriveva questo nel 1960&#8230;in merito all&#8217;opposzione al fascismo&#8230;se avete due minuti leggetelo è terribilmente contemporaneo.</p>
<p>Mi scuso se non si vede bene il blog, non so come fare a rimediare&#8230;mah</p>
<p style="text-align:left;"><em>Non e&#8217; facile elevarsi su quel patriottismo scolastico che ci coglie proprio<br />
nel momento, dai dieci ai quindici anni, in cui cerchiamo un impiego<br />
esaltante delle nostre energie, una tensione attiva e appoggiata a miti ed<br />
eroi.</em><span id="more-123"></span><br />
<em> Quaranta anni successivi di esperienza in mezzo ad una storia<br />
movimentatissima ci hanno ben insegnato due cose: che la devozione alla<br />
patria deve essere messa in rapporto e mediata con ideali piu&#8217; alti e<br />
universali; che la nazione e&#8217; una vera societa&#8217; solo in quanto risolve i<br />
problemi delle moltitudini lavoratrici nei diritti e nei doveri, nel potere,<br />
nella cultura, in tutte le liberta&#8217; concretamente e responsabilmente<br />
utilizzabili.<br />
Quella &#8220;patria&#8221; che la scuola ci insegno&#8217;, che era del Foscolo e del<br />
Carducci, e diventava del D&#8217;Annunzio e del Marinetti, non poteva essere il<br />
centro di tutti gli interessi; e percio&#8217; potei essere nazionalista tra i<br />
dieci e i quindici anni, ma non poi restarlo quando vidi la guerra in<br />
rapporto, meno con la nazione, e piu&#8217; con l&#8217;umanita&#8217; sofferente e divisa;<br />
quando dalla letteratura vociana e di avaguardia salii (da autodidatta e<br />
piu&#8217; tardi che i coetanei) alla piu&#8217; strenua, vigorosa, e anche filologica<br />
classicita&#8217;, vista nei testi latini, greci e biblici, come valori originali;<br />
quando portai la riflessione politica, precoce ma intorbidata dall&#8217;attivismo<br />
nazionalistico, ad apprezzare i diritti della liberta&#8217; e l&#8217;apertura al<br />
socialismo come cose fondamentali, insopprimibili per qualsiasi motivo.<br />
Umanitario e moralista, tutto preso dalla ricostruzione della mia cultura<br />
(eseguita tardi ma con consapevolezza) e anche dal dolore fisico, il<br />
dopoguerra 1918-&#8217;22 mi trovo&#8217; del tutto estraneo al fascismo, anche se avevo<br />
coetanei che vi erano attivissimi: non sentii affatto l&#8217;impulso ad<br />
accompagnarmi con loro. Anzi, mi permettevo nella mia indipendenza, di<br />
leggere la &#8220;Rivoluzione liberale&#8221;, di offrire lieto il mio letto ad un<br />
assessore socialista cercato dagli squadristi, e la mattina della &#8220;Marcia su<br />
Roma&#8221; sentii bene che non dovevo andarci, perche&#8217; era contro la liberta&#8217;.<br />
Certo, per chi e&#8217; stato, purtroppo (e purtroppo dura ancora), educato a quel<br />
tal patriottismo scolastico, per chi non ha potuto nell&#8217;adolescenza non<br />
assorbire del dannunzianesimo e del marinettismo, qualche volta il fascismo<br />
poteva sembrare un qualche cosa di energico, di impegnato a far qualche<br />
cosa; e comprendo percio&#8217; le esitazioni e le cadute di tanti miei coetanei,<br />
che hanno come me press&#8217;a poco gli anni del secolo.<br />
Se io fui preservato e salvato per opera di quell&#8217;evangelismo<br />
umanitario-moralistico e indipendente, per cui non ero diventato ne&#8217;<br />
cattolico (pur essendo teista) ne&#8217; fascista, e preferii rinunciare alla<br />
politica attiva, a cui pur da ragazzo tendevo, scegliendo un lavoro di<br />
studio, di poesia, di filosofia, di ricerca religiosa; tanti altri, anche<br />
per il fatto di essere stati in guerra (io ero stato escluso perche&#8217;<br />
riformato), lungo il binario del patriottismo, del combattentismo, dello<br />
squadrismo, videro nel fascismo la realizzazione di tutto.<br />
Queste mie parole sono percio&#8217; un invito a diffidare del patriottismo<br />
scolastico, che puo&#8217; portare a tanto e a giustificare tanti delitti, e un<br />
proposito di lavorare per un&#8217;educazione ben diversa. Questa e&#8217; dunque la<br />
prima esperienza che ho vissuto in pieno: ho potuto contrastare al fascismo<br />
fin dal principio perche&#8217; mi ero venuto liberando (se non perfettamente) dal<br />
patriottismo scolastico; esso fu uno degli elementi principalmente<br />
responsabili dell&#8217;adesione di tanti al fascismo.<br />
*<br />
Ed ora vengo alla seconda esperienza fondamentale. Si capisce che mentre il<br />
fascismo si svolgeva, quasi insensibile com&#8217;ero alla soddisfazione<br />
&#8220;patriottica&#8221;, mi trovavo contrario alla politica estera ed interna. Per<br />
l&#8217;estero io ero press&#8217;a poco un federalista, e mi pareva che un&#8217;unione<br />
dell&#8217;Italia, Francia, Germania (circa centocinquanta milioni di persone)<br />
avrebbe costituito una forza viva e civile, anche se l&#8217;Inghilterra fosse<br />
voluta rimanere per suo conto; ma ci voleva uno spirito comune, che, invece,<br />
il nazionalismo fece rovinare. Ebbi sempre un certo rispetto per la Societa&#8217;<br />
delle Nazioni; e mi pareva che l&#8217;Italia avesse avuto molto col Trattato di<br />
Versailles, malgrado le strida dei nazionalisti. Approvavo il lavoro di<br />
Amendola e degli altri per un patto con gli Jugoslavi, che ci avrebbe<br />
risparmiato tante tragedie e tante vergogne.<br />
Per la politica interna la Milizia in mano a Mussolini, il delitto<br />
Matteotti, la dittatura e il fastidio, a me lettore e raccoglitore di vari<br />
giornali, che dava la lettura di giornali eguali, l&#8217;avversione che sentivo<br />
per il saccheggio e la distruzione e l&#8217;abolizione di tutto cio&#8217; che era<br />
stata la vita politica di una volta, le Camere del lavoro, le varie sedi dei<br />
partiti, le logge massoniche; mi tenevano staccato dal fascismo.<br />
Sapevo degli arresti, delle persecuzioni. Dov&#8217;era piu&#8217; quel bel fermento di<br />
idee, quella vivacita&#8217; di spirito di riforme che avevo vissuto dal &#8216;18 al<br />
&#8216;24? Quanti libri liberi, riviste (&#8220;Conscientia&#8221; per esempio, che conservavo<br />
come preziosa), erano finiti! L&#8217;Italia che avrebbe dovuto riformarsi in<br />
tutto, era ora affidata ad un governo reazionario e militarista! E io<br />
ricordavo il mio entusiasmo per le amministrazioni socialiste: come seguivo<br />
quella di Milano, quella di Perugia, mia citta&#8217;!<br />
Non ero iscritto a nessun partito, non partecipavo nemmeno, preso da altro,<br />
alla dialettica politica, ma le amministrazioni socialiste mi parevano una<br />
cosa preziosa, con quegli uomini presi da un ideale, umili di condizione, e<br />
&#8220;diversi&#8221;, la&#8217; impegnati ad amministrare per tutti.<br />
Sicche&#8217; ero contrario al regime, e la seconda esperienza fondamentale lo<br />
confermo&#8217;: fu la Conciliazione del febbraio del &#8216;29.<br />
Non ero piu&#8217; cattolico dall&#8217;eta&#8217; di tredici anni, ma ero tornato ad un<br />
sentimento religioso sul finire della guerra, e lo studio successivo, anche<br />
filosofico e storico sulle origini del cristianesimo, di la&#8217; dalle leggende<br />
e dai dogmi mi aveva concretato un teismo di tipo morale.<br />
Guardando il fascismo, vedevo che lo avevano sostenuto in modo decisivo due<br />
forze: la monarchia che aveva portato con se&#8217; (piu&#8217; o meno) l&#8217;esercito e la<br />
burocrazia; l&#8217;alta cultura (quella parte vittima del patriottismo<br />
scolastico) che aveva portato con se&#8217; molto della scuola. C&#8217;era una terza<br />
forza: la Chiesa di Roma. Se essa avesse voluto, avrebbe fatto cadere,<br />
dispiegando una ferma non collaborazione, il fascismo in una settimana.<br />
Invece aveva dato aiuti continui. Si venne alla Conciliazione tra il governo<br />
fascista e il Vaticano.<br />
La religione tradizionale istituzionale cattolica, che aveva educato gli<br />
italiani per secoli, non li aveva affatto preparati a capire, dal &#8216;19 al<br />
&#8216;24, quanto male fosse nel fascismo; ed ora si alleava in un modo profondo,<br />
visibile, perfino con frasi grottesche, con prestazione di favori<br />
disgustose, con reciproci omaggi di potenti, che deridevano alla &#8221; scuola<br />
liberale &#8221; e ai &#8220;conati socialisti&#8221;, come cose oramai vinte! Se c&#8217;e&#8217; una<br />
cosa che noi dobbiamo al periodo fascista, e&#8217; di aver chiarito per sempre<br />
che la religione e&#8217; una cosa diversa dall&#8217;istituzione romana.<br />
Perche&#8217; noi abbiamo avuto da fanciulli un certo imbevimento di idee e di<br />
riti cattolici, che sono rimasti la&#8217;, nel fondo nostro; ed anche se si e&#8217;<br />
studiato, e si sanno bene le ragioni storiche, filosofiche, sociali, anche<br />
religiose, per cui non si puo&#8217; essere cattolici, tuttavia ascoltando suonare<br />
le campane, vedendo l&#8217;edificio chiesa, incontrando il sacerdote, uno<br />
potrebbe sempre sentire un certo fascino.<br />
Ebbene, se si pensa che quelle campane, quell&#8217;edificio, quell&#8217;uomo possono<br />
significare una cerimonia, un&#8217;espressione di adesione al fascismo, basta<br />
questo per insegnare che bisogna controllare le proprie emozioni, non farsi<br />
prendere da quei fatti che sono &#8220;esteriori&#8221; rispetto alla doverosita&#8217; e<br />
purezza della coscienza.<br />
La Chiesa romana credette di ottenere cose positive nel sostenere il<br />
fascismo, realmente le ottenne. Ma per me quello fu un insegnamento intimo<br />
che vale piu&#8217; di ogni altra cosa. Non aver visto il male che c&#8217;era nel<br />
fascismo, non aver capito a quale tragedia conduceva l&#8217;Italia e l&#8217;Europa,<br />
aver ottenuto da un potere brigantesco sorto uccidendo la liberta&#8217;, la<br />
giustizia, il controllo civico, la correttezza internazionale; non sono<br />
errori che ad individui si possono perdonare, come si deve perdonare tutto,<br />
ma sono segni precisi di inadeguatezza di un&#8217;istituzione, ancora una volta<br />
alleata di tiranni.<br />
Fu li&#8217;, su questa esperienza che l&#8217;opposizione al fascismo si fece piu&#8217;<br />
profonda, e divenne in me religiosa; sia nel senso che cercai piu&#8217; radicale<br />
forza per l&#8217;opposizione negli spiriti religiosi-puri, in Cristo, Buddha, S.<br />
Francesco, Gandhi, di la&#8217; dall&#8217;istituzionalismo tradizionale che tradiva<br />
quell&#8217;autenticita&#8217;; sia nel senso che mi apparve chiarissimo che la<br />
liberazione vera dal fascismo stesse in una riforma religiosa, riprendendo e<br />
portando al culmine i tentativi che erano stati spenti dall&#8217;autoritarismo<br />
ecclesiastico congiunto con l&#8217;indifferenza generale italiana per tali cose.<br />
Vidi chiaro che tutto era collegato nel negativo, e tutto poteva essere<br />
collegato nel positivo. Mi approfondii nella nonviolenza. Imparai il valore<br />
della noncollaborazione (anzi lo acquistai pagandolo, perche&#8217; rifiutai<br />
l&#8217;iscrizione al partito, e persi il posto che avevo); feci il sogno che gli<br />
italiani si liberassero dal fascismo noncollaborando, senza odio e strage<br />
dei fascisti, secondo il metodo di Gandhi, rivoluzione di sacrificio che li<br />
avrebbe purificati di tante scorie, e li avrebbe rinnovati, resi degni<br />
d&#8217;essere, cosi&#8217; si&#8217;, tra i primi popoli nel nuovo orizzonte del secolo<br />
ventesimo.<br />
Divenni vegetariano, perche&#8217; vedevo che Mussolini portava gli italiani alla<br />
guerra, e pensai che se si imparava a non uccidere nemmeno gli animali, si<br />
sarebbe sentita maggiore avversione nell&#8217;uccidere gli uomini.<br />
*<br />
Nel lavoro di suscitamento e collegamento antifascista, svolto da me dal<br />
1932 al 1942, sta la terza esperienza fondamentale: il ritrovamento del<br />
popolo e la saldatura con lui per la lotta contro il fascismo. Figlio di<br />
persone del popolo, vissuto in poverta&#8217; e in disagi, con parenti tutti<br />
operai o contadini, i miei studi (vincendo un posto gratuito universitario<br />
nella Scuola normale superiore di Pisa) ed anche i primi amici non mi<br />
avevano veramente messo a contatto con la classe lavoratrice nella sua<br />
qualita&#8217; sociale e politica.<br />
Anche se da ragazzo ascoltavo con commozione le musiche di campagna che il<br />
primo maggio sonavano di lontano l&#8217;Inno dei lavoratori, di la&#8217; dal velo<br />
della pioggia primaverile, non conoscevo bene il socialismo. Avevo visto dal<br />
mio libraio le edizione delle opere di Marx e di Engels annerite dagli<br />
incendi devastatori dei fascisti milanesi alla redazione dell&#8217;&#8221;Avanti!&#8221;, ma,<br />
preso da altro lavoro, non le avevo studiate.<br />
Accertai veramente la profondita&#8217; e l&#8217;ampiezza del mondo socialista nel<br />
periodo fascista, quando le possibilita&#8217; di trovare documentazioni e libri<br />
(lo sappiano i giovani di ora, che se vogliono possono andare da un libraio<br />
e acquistare cio&#8217; che cercano) erano di tanto diminuite, ma c&#8217;era, insieme,<br />
il modo di ritrovare i vecchi socialisti e comunisti, che erano rimasti<br />
saldi nella loro fede, veramente &#8220;fede&#8221; &#8220;sostanza di cose sperate ed<br />
argomento delle non parventi&#8221;, malgrado le botte, gli sfregi, la poverta&#8217;,<br />
le prigioni, le derisioni degli ideali e dei loro rappresentanti uccisi<br />
(&#8220;con Matteotti faremo i salsicciotti&#8221;) e sebbene vedessero che le persone<br />
&#8220;dotte&#8221; erano per Mussolini e il regime.<br />
Ritrovare queste persone, unirsi con loro di la&#8217; dalle differenze su un<br />
punto o l&#8217;altro dell&#8217;ideologia, festeggiare insieme il primo maggio magari<br />
in una soffitta o in un magazzino di legname, andare insieme in campagna una<br />
domenica (che per il popolo e&#8217; sempre qualche cosa di bello), e talvolta<br />
anche in prigione: nella lotta contro il fascismo si formo&#8217; questa unione,<br />
che non fu soltanto di persone e di aiuto reciproco, ma fu studio,<br />
approfondimento, constatazione degli interessi comuni dei lavoratori e degli<br />
intellettuali contro i padroni del denaro e del potere: si apriva cosi<br />
l&#8217;orizzonte del mondo, l&#8217;incontro di Occidente e Oriente in nome di una<br />
civilta&#8217; nuova, non piu&#8217; individualistica ne&#8217; totalitaria.<br />
*<br />
Questo io debbo al fascismo, ma in quanto ebbi, direi la Grazia, o interni<br />
scrupoli o ideali che mi portarono all&#8217;opposizione. Opponendomi al fascismo,<br />
non per cose di superficie o di persone o di barzellette, ma pensando<br />
seriamente nelle sue ragioni, nella sua sostanza, nel suo esperimento e<br />
impegno, non solo me ne purificavo completamente per cio&#8217; che potesse<br />
essercene in me, ma accertavo le direzioni di un lavoro positivo e di una<br />
persuasione interiore che dovevo continuare a svolgere anche dopo.<br />
Il fascismo aveva unito in un insieme tutto cio&#8217; contro cui dovevo lottare<br />
per profonda convinzione, e non per caso, per un un male che mi avesse<br />
fatto, per un&#8217;avversione o invidia verso persone, o perche&#8217; avessi trovato<br />
in casa o presso maestri autorevoli un impulso antifascista. Nulla di questo<br />
ebbi, ed anche percio&#8217; ad un&#8217;attiva opposizione con propaganda non passai<br />
che lentamente e dopo circa un decennio.<br />
Posso assicurare i giovani di oggi che il mio rifiuto fu dopo aver sentito<br />
le premesse del fascismo proprio nell&#8217;animo adolescente, e dopo averle<br />
consumate; sicche&#8217; i fascisti mi apparvero dei ritardatari. Ero arrivato al<br />
punto in cui non potevo accettare:<br />
1, il nazionalismo che esasperava un riferimento nazionale e guerriero a<br />
tutti i valori, proprio quando ero convinto che la guerra avrebbe indebolito<br />
l&#8217;Europa, e che la nazione dovesse trovare precisi nessi con le altre;<br />
2, l&#8217;imperialismo colonialistico, che, oltre a portare l&#8217;Italia fuori dalla<br />
sua influenza in Europa, nei Balcani e a freno della Germania, era un metodo<br />
arretrato, per la fine del colonialismo nel mondo;<br />
3, il centralismo assolutistico e burocratico con quel far discendere tutto<br />
dall&#8217;alto (per giunta corrotto), mentre io ero decentralista, regionalista,<br />
per l&#8217;educazione democratica di tutti all&#8217;amministrazione e al controllo;<br />
4, il totalitarismo, con la soppressione di ogni apporto di idee e di<br />
correnti diverse, si&#8217; che quando parlavo ai giovanissimi della vecchia<br />
possibilita&#8217; di scegliersi a vent&#8217;anni un partito, che aveva sue sedi e sua<br />
stampa, sembrava che parlassi di un sogno, di un regno felice sconosciuto;<br />
5, il prepotere poliziesco, per cui uno doveva sempre temere parlando ad<br />
alta voce, conversando con ignoti, scrivendo una lettera, facendo un<br />
telefonata;<br />
6, quel gusto dannunziano e quell&#8217;esaltazione della violenza, del manganello<br />
come argomento, dello spaccare le teste, del pugnale, delle bombe a mano, e,<br />
infine, l&#8217;orribile persecuzione contro gli ebrei;<br />
7, quel finto rivoluzionarismo attivista e irrazionale sopra un sostanziale<br />
conservatorismo, difesa dei proprietari, di cio&#8217; che era vecchio e perfino<br />
anteriore alla rivoluzione francese;<br />
8, quell&#8217;alleanza con il conservatorismo della chiesa, della parrocchia,<br />
delle gerarchie ecclesiastiche, prendendo della religione i riti e il lato<br />
reazionario, affratellandosi con i gesuiti, perseguitando gli ex-sacerdoti;<br />
9, quel corporativismo con una insostenibile parita&#8217; tra capitale e lavoro<br />
che si risolveva in una prigione per moltitudini lavoratrici alla merce&#8217; dei<br />
padroni in gambali ed orbace;<br />
10, quel rilievo forzato e malsano di un solo tipo di cultura e di<br />
educazione, quella fascista, e il traviamento degli adolescenti, mentre ero<br />
convinto che della libera produzione e circolazione delle varie forme di<br />
cultura una societa&#8217; nazionale ha bisogno come del pane;<br />
11, quell&#8217;ostentazione di Littoria e altre poche cose fatte, dilapidando<br />
immensi capitali, invece di affrontare il rinnovamento del Mezzogiorno e<br />
delle Isole;<br />
12, l&#8217;onnipotenza di un uomo, di cui era facile vedere quotidianamente la<br />
grossolanita&#8217;, la mutevolezza, l&#8217;egotismo, l&#8217;iniziativa brigantesca, la<br />
leggerezza nell&#8217;affrontare cose serie, gli errori e la irragionevolezza<br />
impersuadibile, mentre ero convinto che il governo di un paese deve il piu&#8217;<br />
possibile lasciare operare le altre forze e trarne consigli e<br />
collaborazione, ed essere anonimo, grigio anche, perche&#8217; lo splendore stia<br />
nei valori puri della liberta&#8217;, della giustizia, dell&#8217;onesta&#8217;, della<br />
produzione culturale e religiosa, non nelle persone, che in uniforme o no,<br />
nel governo o a capo dello Stato, sono semplicemente al servizio di quei<br />
valori.<br />
*<br />
Percio&#8217; il fascismo, nel problema dell&#8217;Italia di educarsi a popolo onesto,<br />
libero, competente, corretto, collaborante, mi parve un potenziamento del<br />
peggio e del fondo della nostra storia infelice, una malattia latente<br />
nell&#8217;organismo e venuta fuori, l&#8217;ostacolo che doveva, per il bene comune,<br />
essere rimosso, non in un modo semplicemente materiale, ma prendendo precisa<br />
e attiva coscienza delle ragioni per cui era sbagliato, e trasformando in<br />
questo lavoro se&#8217; e persuadendo gli altri italiani.</em></p>
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