Oggi, il Reggae, l’omofobia…

Oggi è il compleanno della Marta…ma non volevo parlare di questo.

Tutte le mattine mi sveglio con il suono, la musica e le parole della radio che tra le 8.00 e le 9.00 mi dice cosa succede nel mondo, legge i giornali…

Oggi ho appreso che si festeggia la giornata mondiale contro l’omofobia. Navigando e leggendo quà e là, apprendo tristemente che ultimamente le aggressioni a carattere omofobo sono in triste aumento…perchè??

C’è ancora chi ha paura di tutto, di cambiare, di vedere il mondo con altri occhi e ancora più tristemente deve sfogare i suoi istinti brutali e da “vero macho”…

Sempre navigando in rete ho scoperto che la tanto mitizzata Jamaica con la sua “potente” (come dice il Ghisi) musica Reggae…sono apertamente contro i gay.

Guardatevi i link…

Ovviamente mi sono crollati dei miti….e i Ghisi deve farsene una ragione

http://www.sosjamaica.org/test/action.asp?ID=350http://nonsoloreggae.noblogs.org/post/2007/03/31/capleton-sizzla-elephant-beenie-man-roma-vi-rifiuta

http://www.reggae.it/index.php?module=bkbPetition&func=display&id=1&catid=-1 

da http://www.peacereporter.net

Non solo reggae
Gli omosessuali giamaicani vivono quotidianamente con la paura di essere uccisi.

Una stazione di polizia11 ottobre 2004 Spiagge bianchissime, sole, mare azzurro turchese, le caratteristiche che rendono famosa la Giamaica sono queste.
Ma quest’isola, che anche fra le più pericolose del mondo (a causa della microcriminalità), deve combattere, e cercare di vincere, la sua battaglia contro la cultura omofoba prevalente nel Paese.
In Giamaica gli abusi contro gay, lesbiche, bisessuali e transessuali sono all’ordine del giorno.

Amnesty International, l’organizzazione che da molti anni sostiene le manifestazioni organizzate dal mondo gay, ha preso in mano la situazione chiedendo a gran voce che le cose cambino e alla svelta.
Secondo Simona Rizzato, del coordinamento di Amnesty International, “ogni giorno in Giamaica persone di orientamento sessuale diverso sono vittime di maltrattamenti, linciaggi pubblici, stupri e omicidi. Nella stragrande maggioranza dei casi, la polizia non si preoccupa di proteggere gay, lesbiche, bisessuali e tr ansessuali; anzi molto spesso sono proprio gli agenti ad approvare o addirittura commettere questo tipo di azioni.”

Esiste, in Giamaica, una radicata cultura maschilista e omofoba. Gli omosessuali stanno così diventando sempre più l’obiettivo di crimini violenti. Spaventati, spesso Bandiera della Jamaica non sporgono nemmeno denuncia contro i loro aggressori, per timore di dover venire allo scoperto.
E’ questo, secondo molti difensori dei diritti umani, il risultato della natura omofoba della società giamaicana, dove la diffamazione degli omosessuali è sempre stata la norma.

Secondo Claudia Rubino di Amnesty International: “ I gay, le lesbiche, i transessuali e i bisessuali, purtroppo in Giamaica sono veramente discriminati. E non solo dalla popolazione e dalle autorità di polizia. Addirittura i testi di famose canzoni reggae, contengono frasi omofoniche che incitano alla discriminazione e, senza indugio, all’omicidio.” E continua: “ Alcuni cantanti di fama internazionale come Beenie Man e Buju Banton hanno dovuto annullare i loro concerti di Londra, dove è esplosa l’ira della comunità gay britannica. I testi delle loro canzoni erano evidenti inni all’aggressione dei gay”.

Per porre fine a questo clima di violenza e di discriminazione che vige in Giamaica, Amnesty Intenational ha lanciato un appello al primo ministro P J. Patterson esortandolo a dichiarare pubblicamente che le violenze e gli abusi nei confronti di lesbiche, gay, transessuali e bisessuali non saranno più tollerate. Prendere urgenti e La Jamaica vista dal satelliteconcreti provvedimenti per impedire altre violenze, altre discriminazioni, infine, avviare un dibattito parlamentare per ottenere l’abrogazione della legislazione che criminalizza le relazioni sessuali tra adulti consenzienti.”

Anche se il codice in Giamaica non fa mai esplicitamente riferimento all’omosessualità, la legge sui reati contro la persona proibisce “gli atti di esplicita indecenza”, intendendo con questo gli atti osceni in luogo pubblico, e quella legge contempla il reato di “sodomia”, definito come rapporto tra un uomo e una donna o tra due uomini, senza che sia necessario che vi sia uso della forza o negazione del consenso, per il quale è prevista una pena fino a dieci anni di carcere. “ Ci sono ben settanta paesi al mondo” ricorda ancora Claudia Rubino “che non ammettono l’omosessualità. In quattro paesi invece, esiste addirittura la pena di morte”.

In tutto il continente americano ci sono legislazioni che condannano l’omosessualità e discriminano gay, lesbiche, transessuali e bisessuali. Amnesty International sta lottando, perché tutto questo abbia fine.

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8 Responses to Oggi, il Reggae, l’omofobia…

  1. ven via perchè per te beene man sizzla capleton e altri erano dei miti?

  2. comosome ha detto:

    No no effettivamente non eran dei miti…anzi…
    Le poche canzoni che ho me le hai girate te…però…il reggae me piace…ecco.

  3. ma il reggae non c’entra niente con l’omofobia
    è come dire che il black metal è un genere nazi, cosa assolutamente falsa, o come dire che il rock’n’roll è la musica del diavolo.
    Purtroppo l’omofobia di alcuni cantanti giamaicani non viene dal reggae, ma viene dalla cultura rastafari, per la precisione da una branca di tale cultura che si è fondamentalizzata su alcuni concetti della religione (il rastafaraianesimo è una religione derivata dal cristianesimo)
    Per quanto ne so io, In tutto il resto del mondo il reggae solitamente è un genere musicale che viene usato per esprimere concetti ed idee di pace et fratellanza, di rispetto delle persone, di libertà individuale.
    Ad esempio in italia o anche in tutta europa sfido a trovare un gruppo reggae di successo che abbia testi omofobici o sessisti.

  4. comosome ha detto:

    Concordo perfettamente caro Ghiso, ma era semplicemente una cosa che mi aveva molto colpito…

  5. Lore ha detto:

    Ho letto tutto con molto interesse e rispondo in qualità di “espertino” di musica giamaicana.
    In realtà il messaggio di “amore e tolleranza” del reggae non è mai esistito. E’ un mito sviluppatosi in Europa in seguito all’importazione di alcuni brani di Bob Marley, come No Woman No Cry o Get Up Stand Up. In realtà leggendo fra le righe di alcuni brani dello stesso Marley, emerge la vera natura di cultura chiusa, autarchica e intollerante della Giamaica. Prendiamo I Shot the Sheriff: brano ribelle dove si ammazza lo sceriffo bianco e si salva il vice nero.
    Lo stesso Marley era solito assoldare dei picchiatori che riempissero di legnate i DJ che non trasmettevano la sua musica o che si rifiutavano di metterla nei sound system. Io che ho suonato musica ska per tanti anni e che mi sono ritrovato in diverse feste della pace, dell’unità, della sinistra giovanile, del centro sociale vatelapesca, me la ridevo della grossa quando vedevo la gente con la bandiera della pace e la maglietta di Bob Marley!
    Detto questo, come è stato correttamente detto, la musica reggae non c’entra un piffero con l’omofobia. Si tratta di una branca fondamentalista rastafariana e di un “pensiero generale” della cultura giamaicana. Purtroppo molti giamaicani che cantano della loro intolleranza vengono “intollerati” in Europa. E’ il caso di Buju Banton, una volta molto richiesto, che oggi – dopo che qualcuno scoprì che una sua canzone parlava dell’uccisione di un gay – non viene più invitato ad esibirsi in italia. E pensare che “Boom Bye Bye” (la canzone incriminata) risale a taaaaaanti anni prima delle sue prime esibizioni italiane!
    Purtroppo in Italia reggae, ska, dub e tutta la musica giamaicana in genere è stata letteralmente fagocitata dal popolo giovane di sinistra. Nel pensiero comune lo ska è la musica degli ska-p, lo sfottò, la denuncia di “una parte” dei problemi, il ballo delle manifestazioni, la musica dei fattoni, eccetera. Purtroppo molti gruppi ska hanno ucciso lo ska: una volta era la musica dei neri, poi in inghilterra è diventata la musica per unire i bianchi e i neri (adottando il noto simbolo della scacchiera). Oggi è la musica per dividere i rossi dal resto del mondo. Anche per questo io ho smesso di suonare.

  6. francesca ha detto:

    Non mi considero un’espertina, ma semplicemente un’amante appassionata della musica raggae e in parte della cultura ad essa legata.
    Credo che il rastafarianesimo sia sociologicamente un fenomeno unico, potentissimo e estremamente affascinante.Chi ha tempo da perdere, puo’ spulciare un qualsiasi libro di storia e rendersi conto di come il popolo giamaicano (i merindi prima e i vari schiavi provenienti da Angola,Etiopia,Nigeria etc dopo)abbia lottato con le unghie e coi denti contro i colonizzatori e come, a differenza di altri popoli, sia riuscito a non piegarsi a tutta una serie di credo religiosi culturali e sociali che gli venivano imposti.
    Il rastafarianesimo e’la testimonianza di questo: in giamaica non esistono cristiani o anglicani! la storia delle Comunita’ maronite, delle sue guerriglie e della sua resistenza contro il governo dominatore dimostrano la stessa cosa!
    E non dimentichiamo che la Giamaica e’un’isoetta grande quanto la sardegna e che a tutti gli effetti, si tratta di un paese del terzo mondo con una percentuale impressionante di analfabeti!
    Ergo, da questo quadretto di oppressione durata 3 secoli (e dico 3!) di massima poverta’e di limite, come si puo’ pretendere che la cultura che ne derivi non sia, per alcuni aspetti, autarchica, intollerante e chiusa???
    La cultura giamaicana deve la sua potenza proprio a tutte le nefandezze che il popolo nero ha dovuto subire durante e dopo gli anni della schiavitu’ e se da un lato fa suoi gli ideali di pace, liberta’ e rispetto, dall’altra e’ violenta, perche’ nasce dalla violenza stessa.Sono le 2 facce della medaglia!
    I giamaicani non sono solo omofobici, ma sono anche tremendamente razzisti contro i bianchi.tutto cio’ non e’ giustificabile e deve essere combattuto, ma al tempo stesso non puo’ essere giudicato perche’se dal punto di vista musicale, la giamaica e’ un paese davvero avanti, per tutto il resto (economia, istruzione, occupazione etc) rimane un paese del terzo mondo che ha una tremenda storia di sofferenza!!!
    Quello che so e’ che molti artisti (Beeneman per primo) sono nati nel ghetto e purtroppo cantano anche le cose negative imparate nelle dungle!
    La storia insegna che l’intolleranza e’ figlia dell’ignoranza, soprattutto in posti, in cui si muore ancora per malattie che qui sono state debellate da almeno un secolo edove la vita ha un valore diverso.

    E se Buju Banton(per citarne uno)ha scritto una canzone vergognosa come boom bye bye, ha anche scritto canzoni che possono essere considerati inni per la sensibilizzazione ai problemi legati alla poverta’e all’ignoranza… una su tutte,untold story…
    Percio’ e’ stupido mitizzare la cultura Giamaicana, ma e’ riduttivo anche giudicarla…io suggerisco di provare a conoscerla e capirla!
    Scusate se mi sono dilungata!

  7. see more ha detto:

    excellent publish, very informative. I ponder why the opposite experts of this sector do not understand this.
    You must proceed your writing. I’m sure, you have a great readers’ base already!

  8. cetriolino findus ha detto:

    Come sempre non c’è più smodato amante del cetriolo di un uomo omofobo.Parlo per esperienza personale naturalmente.Quando mi porto a letto un omofobo so già che difficilmente “dopo” me lo toglierò di torno facilmente.Con un giamaicano credo che mi divertirei molto di più, giacchè “dopo” dovrei anche dargli fuoco, come piace a loro.E’ una tradizione che non condivido, ma rispetto!Superficiale?CERTO!E perchè no?Perchè complicarsi sempre la vita con la cultura?Avessero ragione loro…!Un bel barbecue…e passa la paura!

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