Birmano il secondo giorno

Mi sono vestito di rosso ieri… 

L’ho quasi toccata la Birmania..con Stefano abbiamo conosciuto a Rangamati in Bangladesh la realtà dei profughi politici birmani e dei monaci buddisti, la loro voglia di non stare zitti e di non chinare la testa…scegliendo l’unica via possibile…quella della nonviolenza…

Incollo quà sotto due cose lette quà e là e l’appello di Amnesty che è possibile firmare…COMUNICATO STAMPA CS 102-2007
MYANMAR: APPELLI E INIZIATIVE DI AMNESTY INTERNATIONAL

La Sezione Italiana di Amnesty International, con l’obiettivo di
mobilitare opinione pubblica e governi della comunità internazionale per
fermare la violenta repressione delle manifestazioni in corso a Myanmar,
ha indetto due sit-in a Roma e a Milano e ha lanciato un appello on line
in favore di un gruppo di parlamentari, monaci e artisti arrestati nelle
ultime ore a Yangon, a Mandalay e in altri centri del paese.

I sit-in si svolgeranno venerdì 28 a Roma (dalle 17.30 di fronte
all’Ambasciata di Myanmar, in via della Camilluccia 551) e sabato 29 a
Milano (dalle 16.30 in piazza della Scala).

Da Myanmar arrivano ad Amnesty International notizie estremamente
preoccupanti: le uccisioni e gli arresti di manifestanti delle ultime 24
ore fanno temere che possa ripetersi il bagno di sangue del 1988, quando
vennero uccise circa 3000 persone.

Per scongiurare questo esito, Amnesty International continua a sollecitare
il Consiglio di sicurezza a inviare con la massima urgenza una propria
missione a Myanmar, che chieda al governo di garantire la libertà di
manifestazione, porre fine all’uso della forza nei confronti dei
dimostranti e liberare tutti i prigionieri politici, oltre 1160 alla fine
dello scorso anno, compresa Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace,
privata della libertà da 17 anni.

Da oggi è inoltre possibile sottoscrivere on line, su www.amnesty.it,
l’appello di Amnesty International in favore di oltre 300 persone
arrestate ieri sera, tra cui il noto attore comico Zargana (noto anche
come Ko Thura) e diversi parlamentari, esponenti dell’opposizione politica
e monaci.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 27 settembre 2007

Per ulteriori informazioni:
comunicazione@amnesty.it, 348 6976920

UNA PROPOSTA NONVIOLENTA PER UN’AZIONE DIPLOMATICA COSTRUTTIVA
A SOSTEGNO DEI DIRITTI UMANI E DELLA DEMOCRAZIA

Alle organizzazioni internazionali e agli stati realmente esistenti che
vogliano dare un contributo autentico alla promozione della democrazia in
Myanmar, questa proponiamo linea di condotta.
1. Non piu’ sanzioni inefficaci ai regimi, ma aiuti umanitari alle comunita’
locali gestiti da forme di autorganizzazione democratica.
2. Non piu’ minacce di guerra ai poteri, ma concreti ed ingenti aiuti di
pace ai popoli.
3. Disarmo e smilitarizzazione: dando l’esempio per primi.
4. Invece di minacciare i regimi con lo spauracchio di azioni piu’ feroci
delle loro, occorre sostenere la costruzione dal basso del potere di tutti,
in favore del diritto alla vita di tutti.
5. Non propaganda esterna e autoritaria che ancor piu’ isola e abbassa, ma
sostenere la crescita di comunicazione democratica dal basso, favorire la
presa di parola di tutte e tutti, offrire risorse e disporsi all’ascolto.
6. Non piu’ politica di potenza e di superpotenza, ma di ascolto,
restituzione, condivisione e sostegno al germogliare dal basso del potere di
tutti. Nonviolenza, omnicrazia.

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2 Responses to Birmano il secondo giorno

  1. comosome ha detto:

    Andatevi a leggere anche quello che scrive il sempre informato GIGI dalla Gemmania http://beffatotale.blogspot.com/

  2. comosome ha detto:

    Con gli uomini e le donne birmane
    Il 3 ottobre costruiamo il “No Total day”
    Mercoledì 3 ottobre 2007
    [ versione per la stampa ]

    No Total Day! Mercoledì 3 ottobre protestiamo di fronte ai distributori Total in tutta Italia.
    In Birmania, nonostante la pesante repressione, cresce giorno dopo giorno la mobilitazione contro il regime dei militari.
    Le manifestazioni dei monaci e della popolazione hanno rotto il silenzio internazionale intorno ad una dittatura impresentabile.
    Quello che sta succedendo affonda le sue radici in una politica internazionale che complessivamente ha avvallato la barbarie di questi decenni, preoccupandosi solo di dividersi il controllo economico delle risorse del paese alimentando un regime barbaro.
    Lo stesso cinismo di morte che, giorno dopo giorno, disegna i contorni della guerra globale.
    Un esempio illuminante è l’estrazione di gas che ha rappresentato una delle massime entrate economiche dei militari.
    Un sistema di oppressione che in questi anni ha avuto la complicità economica di Total (Francia), Chevron Texaco (Usa), della tailandese Pttep, della malese Petronas e della giapponese Nippon Oil, mentre Cina e India sono interessate alle nuove estrazioni e ai nuovi gasdotti.
    Ora si sprecano i proclami internazionali.
    Bush si fa “paladino” della democrazia … per “mettere in difficoltà” Cina e Russia.
    Cina e Russia difendono le i loro “interessi” economici, l’Europa balbetta per coprire gli interessi francesi…
    Nessuno ha le mani pulite!
    Costruiamo il No TOTAL Day

    Mercoledì 3 ottobre
    Protestiamo ai distributori Total in tutta Italia!
    Basta con le complicità internazionali!
    Basta con le ipocrisie!

    Noi ci sentiamo vicini a chi scende in strada in Birmania perché hanno scelto di dire il loro YA BASTA! per cambiare una realtà inaccettabile.
    Invitiamo perciò tutti a creare un tam-tam e un passaparola per essere in tanti a costruire questa mobilitazione, che ognuno può fare propria.
    Per comunicarci appuntamenti e farli circolare, in collaborazione con Global Project manda la tua mail a: yabasta@sherwood.it e redazione@globalproject.info
    More info:
    Leggi l’articolo tratto dal quotidiano “Il Manifesto” del 27 settembre 2007 dal titolo “Sanzioni, la timidezza europea è Total”
    Associazione Ya Basta!

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