7 giorni dopo Locri

Siamo tornati ormai da una settimana dalla manifestazione di Locri, è stata davvero bellissimo ritrovare le persone conosciute questa estate e vedere come per loro, la tua presenza e la tua attenzione siano indispensabili e fonte di grande forza.

I mass media dicono che eravamo dai 4000 ai 6000 (….), ma sinceramente anche se eravamo in 15 andava bene lo stesso.

E’ stato bello vedere come da varie parti di Italia il problema della legalità, della Giustizia sia sentito e presente; quantomeno rendersi conto che Locri è in Italia…perchè credo che per “noi” del nord il problema sia avere una oggettiva lettura della realtà, non affidata ai mezzi di comunicazione, ai luoghi comuni e alle sentenze storiche.
C’è un SUD e una Locride che hanno buttato le basi per una esperienza davvero nuova , è compito di ogni cittadino sentirsi di qualcosa di più grande e perchè no un po’ calabrese.

Mi ha fatto pensare vedere pochi calabresi, ma purtroppo come ci diceva il controllore sul treno Locri-Lamezia, la ‘ndrangheta ormai è dentro tutto, soprattutto dentro le relazioni umane. Credo siano proprio quelle che vadano liberate.

C’è anche chi la pensa diversamente e fornisce una sua chiara ed interessante lettura http://gianlucaalbanese.wordpress.com/2008/03/02/portale-giovani-non-ne-puo-piu/

http://www.gianlucacongiusta.org/joomla/ultime-notizie/locride-da-cambiare-non-da-svendere-1.html 

Invito tutti a firmare ancora una volta l’appello del consorzio Goel che è nel post precedente.

Invito tutti a vedervi i video della manifestazione (qui sotto) e le foto mie su Flickre di Eva.

La manifestazione è iniziata con un simbolo: pescare da delle urne giganti una scheda per la votazione con il decalogo del Voto Libero,

Leggerlo fa bene a tutti…prima che impazzi la campagna elettorale.

Io Voto Libero
Incollo qui sotto il manifesto letto da Vincenzo Linarello a nome del consorzio Goel e i vari articoli che fin adesso ho trovato in rete, l’intervento di Vincenzo, a mio avviso, trasmette la passione, le difficoltà e le speranze di chi vive tutti i giorni in questa terra.

INTERVENTO DI VINCENZO LINARELLO ALLA MANIFESTAZIONE

LOCRI, 1 MARZO 2008,

A NOME DEL CONSORZIO GOEL, COMUNITA’ LIBERE E CALABRIA WELFARE

Una grande giornata
Oggi assistiamo a qualcosa di grandioso, è una giornata storica, che segna l’inizio di un nuovo corso. Chi condivide con me la fede in Gesù Cristo sa che nasce dal suo grande amore per la nostra terra. Chi non crede ci può vedere comunque la grandezza del cuore dell’uomo.

Centinaia di persone sono partite da tutta Italia, pagando di tasca propria viaggio, vitto e alloggio. Un viaggio lungo e faticoso. Non sono cose da poco queste. Non si tratta di “truppe cammellate”, non siamo organizzazioni che fanno questo di mestiere.

650 enti e 2500 persone!! Non era mai accaduto qualcosa di simile in Calabria, che io ricordi. Che cioè tante persone, enti e organizzazioni di tutta Italia decidessero di entrare a far parte di un’Alleanza permanente, duratura e operativa per la Calabria e con la Calabria!

Il 1 Marzo è stato costruito dagli enti e dalle persone che hanno sottoscritto questa Alleanza, nel prevalente silenzio della maggior parte dei media di livello nazionale, tranne quelli che da sempre ci hanno seguito ed accompagnato. Segno ormai di un’informazione sempre più “virtuale” che non è voce del paese reale.
Il 1 Marzo è stato finanziato dagli enti che compongono la Cabina di Regia nazionale e regionale, non abbiamo chiesto nulla a nessuno, né sponsorizzazioni, né finanziamenti.

Il successo di questa manifestazione è anche il segno evidente del “potere della coscienza”. Questa mobilitazione non è frutto di un potere di mezzi o di strutture organizzative. L’unico potere che l’ha determinata è l’autorevolezza di un percorso dove abbiamo cercato di “fare ciò che diciamo” e di “dire ciò che facciamo”. Abbiamo percorso molti sentieri in giro per l’Italia. Abbiamo fatto appello alla “coscienza” della gente in molti territori. E la gente ha risposto. Perchè la coscienza ha un potere grandissimo nella storia, un potere che nessuna struttura di morte può prevaricare o sedare!

Il nostro percorso

Sapete ormai tutti qual è la nostra storia. Con padre Giancarlo Bregantini (a cui rinnoviamo la nostra profonda gratitudine) e con tanti amici in Calabria abbiamo iniziato un cammino di speranza, convinti che è possibile voltar pagina nella nostra regione. Dal nostro “fare” abbiamo iniziato a riflettere, analizzare e decodificare l’oppressione in cui eravamo immersi. Abbiamo capito che il mancato sviluppo della nostra regione era sopratutto determinato da un sistema intelligente che produceva precarietà e ne faceva la manutenzione sistematica. Abbiamo capito che a governare questo sistema erano la ‘ndrangheta e le massonerie deviate. Ci siamo resi conto che esiste un preciso meccanismo di controllo sociale. La ‘ndrangheta e le massonerie deviate collocano i loro uomini nei posti chiave attraverso cui la nostra gente deve passare per soddisfare i propri bisogni quotidiani. Per cui se qualcuno ha bisogno di un posto di lavoro, di un prestito, di un’autorizzazione importante, di cure sanitarie dignitose, di sicurezza nella propria attività imprenditoriale o nel proprio podere agricolo, allora deve rivolgersi a “loro”. In cambio, tra le altre cose, viene richiesto il conferimento del voto, personale e della propria famiglia. I voti così estorti vengono “pacchettizzati” e offerti ai partiti e ai loro candidati più importanti. Chi “comprerà” questi voti dovrà a sua volta ripagarli sia facendo fare carriera politica ai referenti della ‘ndrangheta e/o delle massonerie deviate sia affidando loro altri posti-chiave da cui si potranno controllare altri bisogni della gente. E il ciclo ricomincia…

È per tale ragione che la ‘ndrangheta e le massonerie deviate ci hanno aggrediti, hanno tentato di intimidirci, diffamarci, lusingarci. Abbiamo certamente disobbedito nel nostro lavoro alle loro regole. Ma la controffensiva seria contro di noi è partita quando abbiamo “decodificato” il loro sistema, quando abbiamo smascherato le responsabilità della precarietà in Calabria. Da quel momento mons. Bregantini e tutto il nostro movimento di cooperative sociali, che fanno parte del Goel e di Calabria Welfare, è stato sotto assedio. E noi abbiamo risposto espandendo la nostra rete dentro e fuori della Calabria, facendo nascere uno strumento così importante come Comunità Libere.

Il fallimento della ‘ndrangheta e delle massonerie deviate
Ci dicono che la ‘ndrangheta sia la mafia più potente al mondo.
Ci dicono che la massoneria deviata in Calabria sia fortissima.
Ma qual è il risultato? Il fallimento totale, anche dei loro stessi obiettivi di arricchimento e prosperità. Tutti possono constatare l’immensa devastazione del fallimento della loro presenza. La Calabria continua ad essere l’ultima delle regioni in assoluto. I loro soldi grondanti di sangue sono finiti ad arricchire altre regioni e altre nazioni in giro per il mondo. I pochi posti di lavoro creati sono stati rubati ad imprese sane o piccoli imprenditori onesti. Operano spesso nel commercio e nell’edilizia, attività che – come si sa – portano via i soldi dal territorio e non creano ricchezza duratura.
Malgrado gli apparenti privilegi di cui sono convinti di godere anche i mafiosi e i massoni deviati patiscono la malasanità, i disservizi, la mancanza di lavoro, ecc. Pochi si sono veramente arricchiti. Gli altri sono stati imbrogliati, sono dei portatori d’acqua di chi sta in alto, non hanno alcuna sicurezza per il futuro dei loro stessi figli!
La ‘ndrangheta ha fallito! Le massonerie deviate hanno fallito! Miseramente!
E TUTTI ne stanno pagando il prezzo, anche loro.

Agli ‘ndranghetisti
Chiediamo pertanto a quelli che si definiscono “uomini d’onore” di allontanarsi da quell’illusione, da quella menzogna chiamata “onorata società”. Solo i santisti e la “maggiore” ci hanno guadagnato, e forse neanche loro. Ormai tutti sanno che il 90% delle ricchezze della ‘ndrangheta è nelle mani di solo il 10% degli affiliati.
La maggior parte di chi viene ammazzato è uno di voi. Chi non è un santista in carcere ci va, si impoverisce dietro processi, non vede la propria famiglia crescere, rischia che prima o poi si veda ammazzato solo perchè è parente di o appartiene ad una determinata famiglia. Ma che vita è questa? Che rispetto è? È giusto far pagare questo prezzo alla propria famiglia e alla propria gente? Noi vi abbiamo dimostrato che mettendosi insieme un lavoro lo si può creare, che ci si può anche difendere da chi vuole calpestare i nostri diritti rimanendo onesti e camminando a testa alta, con fierezza!!

Ai politici e ai massoni deviati
Ma oggi noi vogliamo lanciare un appello anche ai politici che comprano i voti della ‘ndrangheta, ai massoni deviati che alimentano questo sistema di clientelismo e apparentamento con la mafia. Attenzione a pensare di utilizzare la ‘ndrangheta per avere consenso e successo elettorale. Attenzione perchè la ‘ndrangheta non si lascerà utilizzare e piano piano vi distruggerà prendendo il vostro posto. Non li controllerete. Già ora chi ha avuto a che fare con loro non li controlla più. Si approprieranno gradualmente di interi partiti e alla fine non conterete più nulla.
Abbiate il coraggio nella vostra professione, nella vostra carriera politica, di fare il bene della gente, con onestà e trasparenza. Utilizzate il vostro potere per risolvere i veri problemi delle persone. Guardatevi attorno: c’è tanta gente, tanti giovani veramente in gamba, che sapranno suggerirvi soluzioni geniali ed efficaci, di sicuro successo. Gli elettori sapranno ricompensarvi, senza aver bisogno di vendervi a nessuno.

Agli elettori

A tutti coloro che andranno a votare alle prossime elezioni politiche diciamo di seguire il decalogo che vi abbiamo proposto col segno iniziale della manifestazione (e che trovate su www.iovotolibero.it ). Non vendetevi il voto. Non scambiatelo con nessun favore. Il vostro voto vale tantissimo!! Potete cambiare il volto della nostra terra usandolo bene. Non date il vostro voto ai mafiosi o a chi viene votato da loro, non date il vostro voto alla gente che non ritenete onesta e per bene, anche se vi promettono favori (che di solito non manterranno). Date il voto a chi si dimostra disinteressato, onesto, a chi non distribuisce favori e raccomandazioni. Alla fine farà molto di più, per voi e sopratutto per i vostri figli.

Al popolo calabrese
Al nostro amatissimo popolo calabrese, alla nostra gente di Calabria, diciamo: siate fieri di essere Calabresi! Oggi, come potete vedere, l’Italia intera ci guarda con speranza: perchè riconoscono che siamo onesti, perchè riconoscono che siamo coraggiosi, vengono a imparare dal nostro esempio. Non siamo più i “tamarri”, non siamo più i “terroni”, non siamo più gli “omertosi”, siamo l’avanguardia della Libertà e della Democrazia in Italia, siamo un popolo valoroso che lotta per il proprio futuro a nome di tutta l’Italia!!!
Dobbiamo essere all’altezza di questa grande responsabilità che ci onora, che lenisce finalmente le ferite e il dolore stratificatosi in anni e anni di marginalità e insignificanza. So quanto è difficile sperare in questo sogno di cambiamento. Troppe volte ci hanno delusi, troppe volte siamo stati sedotti, usati e abbandonati. Ed ogni volta è stato sempre più difficile rialzarsi. Anche questa volta è difficile: so quanto abbiamo amato la speranza accesa da questo grande Vescovo che è mons. Bregantini. Ma dobbiamo riprovarci, di nuovo. Perchè questa volta possiamo farcela davvero!
Non tradiamo la speranza, ed essa non ci tradirà. Non voltiamole le spalle ed essa ci ricompenserà. Usiamo la forza di volontà se il cuore da solo non ce la dovesse fare. Speriamo forte, fino a farci uscire il sangue dal naso. Con un filo di follia. E le donne straordinarie di questa terra aiutino noi uomini a sperare quando la nostra insensata concretezza non ci permetterà di farlo.

Comunione per il cambiamento

Mettiamoci insieme. Vi supplico: abbandoniamo le insensate contese, le invidie, le gelosie. Il successo di uno sia la gioia di tutti. Nessuno chiuda le porte. Tutti possiamo sbagliare, nessuno di noi è perfetto. Ma non commettiamo il drammatico errore di sputare il moscerino e inghiottire l’elefante. Sappiamo distinguere le strutture di morte da quelle di vita. Nella chiesa, nell’associazionismo, nel mondo della cooperazione portiamo sulle spalle la fatica della comunione, la principale via del cambiamento in Calabria. Abbandoniamo i fariseismi e i manicheismi, nemici mortali del dialogo. Noi viviamo in un mondo complesso dove la diversità di approccio è una ricchezza insostituibile.
Ricordiamoci che senza comunione non cambierà nulla. Se vi sono uomini di dialogo, assumano questa come missione per la propria vita: far dialogare le persone, le comunità, le realtà associative e cooperativistiche, i pezzi delle nostre chiese, le Chiese fra di loro. È sulla comunione che falliremo o vinceremo.

Alla gente delle altre regioni
Ai nostri amici che vengono o ci ascoltano da tutta Italia chiediamo: Alleanza, Alleanza, Alleanza! Il momento storico è serio. Siamo ad una svolta: o si costruisce una democrazia vera, riportandola nelle comunità, tra la gente. O la ‘ndrangheta, le mafie, le massonerie deviate, le holding economiche e finanziarie occuperanno gli spazi che noi lasceremo vuoti. E il destino dell’Italia lo si gioca ora, oggi. L’Alleanza con noi dunque non implica solo la mobilitazione quando siamo colpiti. Non si esaurisce nel sostegno solidale alle iniziative cooperativistiche o imprenditoriali. Non si compie solo nel turismo solidale o negli scambi culturali. L’Alleanza con noi implica anche il dovere di riappropriarvi dei vostri territori, non delegarne il presidio. Siamo noi, sono le comunità locali ad esprimere la propria sovranità sullo stato e sulle istituzioni. E non il contrario. Questo ci porterà a migliorare la qualità della vita, ad innescare una democrazia autentica e partecipata, e sarà difficilissimo per la ‘ndrangheta infiltrarsi, reinvestire i propri capitali, sarà difficilissimo per la massoneria deviata assumere decisioni pubbliche in luoghi privati.

Alle imprese, alla cooperazione
Al mondo della cooperazione, a tutte le imprese profit diciamo che il modo più efficace di combattere la ‘ndrangheta è quello di lottare per un’autentica libertà di mercato. Dove per libertà di mercato noi intendiamo la libertà dei consumatori di scegliere e delle imprese di concorrere, offrire a tutti la possibilità di competere, rimuovere ogni artificiosa barriera all’ingresso dei mercati, locali o globali. La ‘ndrangheta, dal punto di vista economico, oggi non è altro che l’estrema conseguenza di un capitalismo che nega ogni regola e ogni forma di concorrenza e di competizione, e la nega utilizzando la violenza. Apriamo i mercati pubblici e privati, in Calabria innanzitutto, ma anche nel resto d’Italia, aboliamo lobby e corporazioni. Altrimenti sarà gioco facile venire a patti con la ‘ndrangheta e ritrovarsi ad esserne complici e conniventi senza neanche accorgersene. 50 miliardi di euro annui di giro di affari della ‘ndrangheta holding possono avvelenare l’economia italiana.
La cooperazione ritorni alle comunità, ne sia indissolubilmente ancorata, per esserne volano di democrazia economica e dunque anche di democrazia politica.

Per un’antimafia dei bisogni
Noi pure contribuiremo a cambiare la Calabria partendo dalle comunità e dal mutualismo cooperativo. Entro quel circuito di controllo prima descritto l’azione culturale è condizione necessaria ma non sufficiente al cambiamento: posso anche aver coscienza di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato ma se ricovero un mio caro in un letto di ospedale e so che se non mi inchino al primario di turno esso rischia la propria vita, allora mi adeguerò alle “regole” del sistema. L’opera di denuncia e sensibilizzazione, da sola, non ha grande efficacia. Quanta libertà ha un governo di agire contro questo sistema di morte in Calabria se esso dovesse arriva a controllare il 60/70% dei voti in Calabria? Tra l’altro, in un momento storico, in cui in Italia si vince o si perde per qualche migliaio di voti. Plaudiamo alle iniziative delle forze dell’ordine e di bravi magistrati che pur senza significativi sostegni portano avanti una lotta eroica contro la ‘ndrangheta e le massonerie deviate. Ma siamo convinti che se lo Stato ne avesse la piena e libera determinazione questo sistema potrebbe essere smantellato con una rapidità incredibile, sostenendo parallelamente azioni serie di sviluppo e lavoro.
Il punto decisivo è oggi quello scambio tra voto e bisogni delle persone. Se noi non interrompiamo in quel punto il meccanismo perverso, sarà molto difficile produrre cambiamento in Calabria. Serve un’antimafia dei bisogni, per rendere libera la gente nella cabina elettorale e rimettere in moto la democrazia, ridando libertà ai partiti, alla politica e allo Stato.
Per fare ciò bisogna aiutare la gente a trovare una via alternativa di risposta ai propri bisogni. Ed è quello che vogliamo fare noi, partendo proprio dal mutualismo cooperativo, che restituisce alle comunità locali il governo dei propri bisogni attraverso la democrazia economica. Il nostro essere cooperative sociali ci ha inoltre insegnato che il vero sviluppo lo si costruisce a partire dalle parti più deboli della società, dalle persone che vivono situazioni di marginalità: sono loro il vero indicatore della qualità dello sviluppo, la pietra angolare dei progetti sociali ed economici.

Dal sogno… una grande alleanza

Al lavoro dunque. Da domani si inizia!
Lo abbiamo detto: questa non è una manifestazione come le altre. Lo scopo è far conoscere al mondo una grande Alleanza che nasce in Italia per la Calabria e con la Calabria, per tutto il paese.
E’ un punto di partenza per raggiungere obiettivi concreti come quelli che renderemo pubblici alla fine degli interventi. Nessuno pensi di essere parte di questa Alleanza senza dare un proprio contributo concreto ed operativo a partire dal 2 marzo. Nessuno pensi di farne parte senza compiere una sana e necessaria autocritica interna.

Però:

  • se sapremo proporre metodi e strumenti profondamente coerenti con i valori di cui siamo portatori (perchè il fine non esiste, esistono solo i mezzi);
  • se rimarremo fedeli a questa Alleanza anche quando i riflettori e l’emozione del momento si diluiranno;
  • se non separeremo mai verità e misericordia, giustizia e perdono;
  • se anteporremo la comunione responsabile ai nostri sensi di inferiorità;
  • se sapremo “rinunciare”, quando le lusinghe del potere e del denaro verranno a cercarci;
  • se rimarremo “fedeli” alla gente, alle comunità locali, ai “senza appartenenza”, esprimendo le loro istanze;
  • se innaffieremo la concretezza quotidiana con il sudore dell’intelligenza;

allora io vi garantisco che questa terra risorgerà, senza vincitori né vinti,
allora vi assicuro che la Calabria cambierà davvero,
tornerà ad essere un giardino come Dio l’ha da sempre pensata e sognata!!

Locri 1 Marzo 2008

Vincenzo Linarello
Portavoce di Comunità Libere
Presidente del Consorzio Sociale GOEL

Altri articoli:

http://www.7magazine.it/new.asp?id=1822

http://www.calabrianotizie.it/2008/03/03/1-marzo-la-locride-diserta-un-mezzo-flop-la-manifestazione-di-locri/

http://www.peacelink.it/paxchristi/a/25383.html

I video:

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