Ripassaha o Fratelli d’Italia?

Che dire…dopo 25 ore di seggio, dove sembrava che forse qualcosa potesse cambiare davvero…

Il verdetto è tremendo, netto, franco e ancor di più massacrante…

L’Italia è quella che ha vinto ieri e oggi, questa è l’Italia.

Noi, qui a Firenze ed in Toscana, siamo troppo isolati e ovattati da una cultura di sinistra e democratica che altrove non c’è, dobbiamo vedere un po’ più in là del nostro naso e provare a capire.

E’ drammatico che non ci sia più una forza di sinistra in parlamento.

E’ pauroso leggere il risultato della Lega…questo mi spaventa davvero.

L’Italia imbarcata nel mondo attuale neoliberista e consumista( son paroloni che si leggono più facilmente se si dice Amici, Grande Fratello, SKYvedotutto, eccc…) si è fatta travolgere (ora forse come sempre?!) da quell’uomo che incarna l’arrivismo, l’individualismo, l’ignoranza.

Dopo tutti questi pianti, che mi accompagneranno ancora per un po’ di giorni, credo sia opportuno rimboccarsi le maniche e continuare, andare a fondo del problema della società che ci circonda…cercare di capire come e cosa di diverso si può fare.

Per farlo dobbiamo svecchiarci da pregiudizi e parolone, ma ascoltare le persone cercare di far emergere le paure (razzismo, stipendi, lavoro, disintegrazione delle relazioni umane) che circonda la maggior parte di noi e liberarci gli uni gli altri.

E’ importante tornare a parlare di politica con le persone con gli amici, accettando anche lo scontro e le etichette, cosa che forse i nostri giovani non sanno e non vogliono fare.

Credo sempre che far politica significhi avere a cuore il bene comune…la realizzazione di una società a misura di uomo dei suoi sogni e della sua felicità che, è tale, solo se condivisa. Per questo credo che il mio ruolo di educatore e chissà se mai un giorno, di futuro insegnante, sia molto molto importante….difficile nel ricercare gli strumenti adatti, questo mi spaventa.

Ieri sera alla casa del popolo a San Quirico eravamo in 30, sotto i 30 anni in 5, sopra i 55 il resto…forse oggi manca proprio questa fascia sociale, cresciuta sugli specchi del ’68, divorata dalla morale e dalle grande idee, ma che concretamente…non c’è, in politica, come in casa, in famiglia, nell’associazionismo…
Non so che altro dire…se non che ierisera alla casa del popolo non mi sono sentito solo, ho trovato anziani curiosi di sapere chi siamo e cosa facciamo, tristi per il nostro futuro, scoraggiati dall’aver perso la grinta di tante lotte fatte con passione e cuore.

Per la cronaca ci siamo imbriacati…fedeli alla linea…

p.s: Ci siamo anche giovedì ad ANNO ZERO

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3 Responses to Ripassaha o Fratelli d’Italia?

  1. beffatotale ha detto:

    Hai ragione, bisogna rimboccarsi le maniche. Bisogna cominciare dai ragazzi. L’ho sempre saputo, poi son venuto quaggiu’ a dedicarmi alle pippe a due mani. mi sa che torno. Poi si vede chi l’ha piu’ duro, se noi o i leghisti. Abbiamo perso perche’ non abbiam saputo dare la speranza a chi non ce l’ha piu’. Abbiamo solo sofiato sul focherellino di chi un pochino l’aveva ancora acceso. E la paura dell’altro, del domani, di pensare in grande, di cambiare ha vinto. Bisogna ridare speranza e visione. Bisogna fare educazione. augh.

  2. sara ha detto:

    Ciao non ci crederai ma sono totalmente d’accordo con te, volevo solo aggiungere una frase che ha detto ieri sera Giovanni Sartori a Porta a Porta:
    Poi sul bagno di sangue della sinistra arcobaleno se ne parlerà a voce…..cmq alla fine volevono stare all’opposizione, ora + all’opposizione di così non se po’!
    ciao a giovedi al call center ( e ho detto tutto…)

  3. Anna ha detto:

    Sai che cosa c’è? C’è che bisogna smetterla di parlare, di cercare il pelo nell’uovo teorico e cominciare col mettere al mondo un pulcino “pratico”, che non sarà perfetto, non sarà come te lo eri immaginato e sognato, che potrà avere dei difetti e bla bla bla… e tornare a fare le cose. Perche’ le idee sono belle e grandi, ma i pulcini sono vivi. E camminano, pigolano, mangiano, (cacano) e soprattutto CRESCONO.
    E poi saranno loro a decidere se diventare dei polli o dei galli.
    Era il regalo/ricordino alla fine della route di Pasqua. Gli ho messo in mano un finto pulcino piccino, di quelli da guarnizione pasquale, e senza troppo badare al metodo gli ho proprio detto “Ora ciascuno di voi ci pensi e decida se vuol crescere come un pollo o come un gallo”.

    Bisogna smetterla di fare i buonisti e cercare la verita’.
    Io alle prossime politiche mi candido, qui lo scrivo e qui mi impegno.
    A Milano serve un tessuto di buon senso e di rispetto per la politica, le istituzioni, il bene comune, degli ideali dei Padri Costituenti.

    Resistere, resistere, resistere.

    Anna

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