Dove attecchisce la paura

novembre 1, 2008

La paura attecchisce dove manca qualcos’altro: le relazioni umane…la bella semplicità dello scoprirsi insieme agli altri come qualcosa di delicato e fragile…

In questo momento storico poi altre paure lavorano sul nostro carattere e sulle nostre sensibilità.

L’altro giorno in classe in una quinta ho notato la cartella di un ragazzo con scritte che mi mettono paura e non mi fanno star sereno…come Sig Heil, 88, croci e svastiche…non so bene cosa la scuola ed i professori facciano nel cercare di spiegare come cultura sia sinonimo di antifascismo…

Penso poi a chi siede in parlamento e capisco tante cose…guardate qui sotto…roba da rincretinire..

Sulla mia porta di camera campeggia la figura e la scritta:

Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza (A. Gramsci)

In questo momento mi preoccupo…

Buona lettura

da http://www.gennarocarotenuto.it

Squadrismo, regime e movimento

este_29183101_43050 Siamo alle spranghe tricolori. “Voi a colpi di decreti legge, noi a colpi di spranga”, potrebbe essere lo slogan dei neofascisti ruota di scorta del governo.

Tutti i distinguo, i non siamo negli anni ‘20, i la nostra è una democrazia matura, i siamo un paese dell’Unione Europea, tutte le riflessioni che ci siamo sbrodolati addosso per 14 anni sull’irripetibilità del ventennio, sulla diversità di condizioni, si sciolgono di fronte ad un camion di neofascisti che scendono con le spranghe tricolori e menano a manca e… a manca mentre la polizia guarda altrove. Leggi il seguito di questo post »


a ritonfa

maggio 5, 2008

…no questa volta non sono rumeni sudici e puzzolenti, ma dei giovani adolescenti veronesi a massacrare a pedate un ragazzo e lasciarlo in fin di vita. Fin quando lo fanno con un barbone o un negro anche anche…però un italiano no…cazzo un italiano no.

Aspetto a gloria le dichiarazioni del sindaco TOSI.

Intanto sulla svolta a destra della gioventù italiana, vero fatto preoccupante, dovrebbero cominciare ad interrogarsi i nostri politici e soprattutto il mondo dell’associazionismo, che col suo fare un po’ radical schic ha tagliato fuori dalle realtà educative e comunitarie forse tanti giovani che invece si riconoscono in una identità in cui poter sfogare le loro paure e frustrazioni.

Sono convinto che sotto sotto non c’è niente se non mancanza di relazioni umane, poi ci sta che mi sbagli ma sono giorni che cerco di spiegarmi questa deriva destrorsa e farmi un’idea un po’ chiara, ma non ci riesco…

Resto sconvolto da quello che trovo in rete

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Capitini

aprile 26, 2008

Aldo Capitini, scriveva questo nel 1960…in merito all’opposzione al fascismo…se avete due minuti leggetelo è terribilmente contemporaneo.

Mi scuso se non si vede bene il blog, non so come fare a rimediare…mah

Non e’ facile elevarsi su quel patriottismo scolastico che ci coglie proprio
nel momento, dai dieci ai quindici anni, in cui cerchiamo un impiego
esaltante delle nostre energie, una tensione attiva e appoggiata a miti ed
eroi.
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