Vittoria?!

settembre 17, 2008

In diretta su RAI 3 la Meri Star Gelmini ha risposto all’interrogazioni parlamentari del Question Time sul nostro ciclo di SSIS (IX) dicendo che farà presto un emendamento per inserirci nelle graduatorie.

Vittoria?!

boh…


Perchè dovevo imparare un mestiere…

settembre 7, 2008

…qui sotto un quadro della mia e della situazione di altri 11200 studenti in tutta Italia, un po’ di storia di queste fantomatiche SSIS:

L’articolo tratto dall’Unità e dal sito del IX Ciclo SSIS spiega l’attuale drammatica situazione dei futuri Prof.

Il 2 Ottobre siate con noi…almeno con il pensiero.

Unità: Gli «abilitati» senza futuro

Maristella Iervasi

Sul comodino la Critica della ragion pura di Kant, accanto alla macchinetta del caffè un memorandum tenuto fermo da una ranocchia-calamita: «9 settembre, incontro con il supervisore per il tirocinio. 2 ottobre: manifestazione nazionale dei sissini del IX ciclo: Roma-Miur».

E giù in basso, l’augurio di un amico: «Credici, sei già un prof. La giustizia vincerà». Patrizio Giustetto, 29 anni, torinese, è uno degli 11.830 studenti universitari delle scuole di specializzazione per la formazione dell’insegnamento secondario (Ssis). Il prossimo maggio otterrà l’abilitazione in Filosofia. Il suo sogno, fin dalla maturità classica. Ma per lui, come per tutti gli altri specializzandi del corso biennale 2007-2008, l’accesso alle graduatorie è negato.

Oltre 11mila aspiranti docenti sul binario morto. Che salgono a 17.830 neo prof nel limbo, se si sommano anche i circa 6mila aspiranti maestri elementari e docenti d’arte e musica tagliati fuori dall’«elenco» delle graduatorie su supplenze e cattedre.

Le Ssis furono istituite nel 1990 (con la legge 341) e sono presenti in tutt’Italia, una per regione. Sono a tutt’oggi l’unica via per ottenere l’abilitazione all’insegnamento. Gli Atenei organizzano corsi biennali con diverse classi di abilitazione. Un concorso che non è all’acqua di rose: solo chi passa la prova di ammissione ha l’obbligo di frequentare per un biennio il corso della classe prescelta: circa 1.200 le ore di lezione con tirocinio nelle scuole e laboratori. Una media di 35 esami e un costo a testa per studente che si aggira sui 3mila euro a biennio. Fino all’ottavo ciclo tutto più o meno fila liscio. Poi, gli intoppi e il limbo per gli aspiranti prof. A farne le spese, gli ammessi all’ultimo biennio ancora in corso.

L’amara sorpresa ad iscrizione effettuata dopo l’uscita del IX concorso (l’ultimo bandito) e dopo una prima spesa tra i 40 e i 100 euro solo per partecipare all’ammissione. «La frequentazione alla Ssis abilita ma non garantisce l’inserimento nelle graduatorie permanente diventate nel frattempo ad esaurimento», c’era scritto nel bando. Una discriminazione bella e buona rispetto ai precedenti corsi biennali di formazione, che cade sulla testa di chi vuole intraprendere la carriera di prof.

Ma cos’era accaduto? 2007 governo Prodi, ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, dell’Università Fabio Mussi. Si vogliono eliminare le graduatorie permanenti e riscrivere un nuovo sistema di reclutamento per i docenti. Dopo le proteste e le manifestazioni, le graduatorie non vengono abolite ma «chiuse» col lucchetto e trasformate ad esaurimento. Nel frattempo, del nuovo sistema di reclutamento non c’è traccia. Tuttavia nell’estate viene ancora una volta attivato un nuovo corso Ssis, il nono, e analoghi: Scienza della formazione primaria per i maestri, Cobaslid per l’arte e didattica della musica. Risultato: ad oggi ci sono oltre 18 mila futuri insegnanti nel limbo. Non solo. Si stabilisce per decreto anche l’attivazione di un nuova sessione Ssis per il 2008-2009, la decima. Il tutto perché è allo studio una riforma. Ma poco dopo, il governo cade.

Berlusconi IV risale Palazzo Chigi. In Viale Trastevere siede l’avvocato Mariastella Gelmini che non fa nulla per sanare la posizione dei sissini del nono ciclo ad un passo dall’abilitazione. Esprime solo un pesante giudizio: «Le scuole di specializzazione – dichiara – sono solo fabbriche di precari» e sospende il decreto sul X° Ssis per altri 11mila posti. Poi manda in Gazzetta Ufficiale le disposizioni urgenti in materia di istruzione e università, in cui ci infila anche il maestro unico per la scuola primaria. Niente, non una riga per le Ssis. Continua ad ignorare chi è finito nel limbo.

Michelle Di Giusto frequenta il secondo anno del biennio del nono ciclo Ssis per la classe di concorso di lingua. Vorrebbe insegnare spagnolo e invece è costretta fare lezione di italiano agli immigrati per pagare l’affitto di casa. «Lavorare e fare la Ssis è faticoso. Pago 1500 euro di tasse all’anno all’Ateneo di Torino – racconta -. Negli altri paesi le Ssis non sono così care e durano appena un anno. Nei periodi bui, tra costi di libri, dispense, spese per i laboratori, i miei genitori mi aiutano. Ma non posso continuare a pesare su di loro». Anche lei, come Patrizio Giustetto, verrà a Roma, per protestare sotto il Miur e il ministero dell’Istruzione. «Non avevamo scelta – racconta -. Per chi vuole intraprendere la carriera di prof l’abilitazione è fondamentale. La Ssis resta l’unica via obbligata. Ma è un’ingiustizia tagliarci fuori solo perchéè arriviamo dopo gli altri 8 cicli. Non c’è stata alcuna riforma sul reclutamento, abbiamo fatto gli stessi sacrifici, lo stesso percorso di studi, le stesse scelte per un futuro in cattedra. Eppure a noi ci viene negato il diritto di autoconsiderarci docenti – conclude -. La nostra abilitazione deve avere effetto retroattivo. Anche per noi l’accesso alle graduatorie. Apritele!».

Il link alla prima pagina: http://www.unita.it/pdf/20080905.pdf


PROFE

luglio 25, 2008

Amici, il 1° anno della SSIS è andato, proprio mentre la Ministra Gelmini ha deciso di chiudere questa decennale esperienza. ANcora non sappiamo se finiremo nelle graduatorie oppure no, sicuramente si sa che la scuola non è tra le massime preoccupazioni della politica italiana…

Tirando le somme di questo primo anno speso (in tutti i sensi) tra Siena e Firenze, metto tra le cose positive le persone incontrate,  in particolare alcuni compagni di sventura della classe A061 e gli alunni delle scuole in cui ho fatto tirocinio.

Tra le cose negative: l’ipocrita facciata di serietà che la SSIS si da, nascondendo sotto “l’importanza del ruolo educativo e culturale del professore”, una macchina quale quella di Università e SSIS completamente ingrippata da pseudoserietà, complicatezza, formalità , perdita di tempo e soldi, a scapito della formazione vera e propria di noi studenti.

A mio modesto parere la SSIS non è una cosa fatta male, ma  necessitava in questi 10 anni di un gruppo di lavoro che potesse migliorarla, cambiando certe cose che sono perfettamente inutili. Sarebbe forse meno costoso ed impegnativo ( l’età media dei SiSSINI è 35 anni, con tutte le variabili che comporta questo periodo della vita, adesso) porre maggiore attenzione al tirocinio nelle scuole e all’area comune in cui sono trattate le materie più inerenti alla scuola e alla formazione che rifare per l’ennesima volta le stesse cose che hai studiato per 5-6, (anche 7 nel mio caso) all’Università.

Leggete qui sotto.

dal sito di Repubblica

Maledetti professori

di ILVO DIAMANTI


IL “PROFESSORE”, ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all’università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un’immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a “modello” dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E’ almeno da vent’anni che tira un’aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza.
Siamo nell’era del “mito imprenditore” . Dell’uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l’artigiano e il commerciante. L’immobiliarista. E’ “l’Italia che produce”. Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.

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D’annata festa delle medie

giugno 4, 2008

Il primo anno di lezioni della SSIS è finito…che fatica…però noi non si molla, anche se la nuova ministra (toccarsi plis) ha in mente nuove pirotecniche novità per il mondo della scuola: farla diventare una bella S.P.A.

Memori delle foto di medie, superiori ecc…incollo qui sotto la nostra classe con tanto della supervisora…scatta il concorso trova la supervisora (Sara non puoi giocare), chi vince… offro cena a casa mia.

Il concorso si sviluppa in più fasi…i concorrenti dovranno poi anche trovare tra un numero x di soprannomi il corrispettivo in carne ed ossa.

Viva!

Gitone al castello di AMA

Ultimo giorno di scuola

Ultimo giorno di scuola


Scritte

maggio 30, 2008

C’è stato un tempo in cui con alcuni amici ci divertivamo a catalogare e raccogliere quà e là le scritte più belle e più creative che trovavamo nei posti più assurdi della città, delle università, dei bagni, ecc…sono un grande spaccato di vita!

Solo per citarne qualcuna:

MARESCIALLO CHE SCRITTA DA SBALLO (scritta enorme sul muro della caserma della guardia di finanza)

SAVOIA SOLO CON LA ZAPPA IN MANO (la preferita del Mila)

PALAZZO VECCHIO FA BUON BRODO

MENO PELATI PIU’ CAPELLONI

Ieri però al bagno della Istituto Tecnico, ho trovato la frase che dato senso a questo anno scolastico di SSIS così travaglaito, faticoso, a tratti inutile, ma fantastico dal punto di vista del rapporto umano con i ragazzi conosciuti al tirocinio, in cui emergono persone che sono dipinte come demoni, delinquenti, ecc..ma che sono troppo forti.

Sul ultimo bagno, sulla porta c’è scritto la assoluta e tremenda verità:

QUESTA NON E’ UNA SCUOLA QUESTO E’ JUMANJI!


BLOG

maggio 15, 2008

Ogni tanto la SSIS, ogni tanto, regala degli spunti interessanti tipo questo…

Son 11 € spesi bene per questo librettino che parla dei processi di spettacolarizzazione degli individui e della società e noi ci siamo dentro fino agli orecchi.

“…Un blog non è più una pagina personale, è una sorta di diario costantemente aggiornato e aperto a tutti con pensieri, immagini, filmati video e qualsiasi cosa la fantasia consenta diesprimere. Chi lo fa non pensa di appartenere al sistema dei media o di riempire semplicemente uno spazio con dei cotnenuti. Pensa invece di comunicare con altre persone e in effetti i lettori di blog sono moltissimi: ogni giorno oltre 100 mlioni di persone[…]

[…] Esso è infatti la realizzazione concreta della posizione in cui si trova oggi l’individuo nelle società ipermoderne: perfettamente al centro tra la dimensione privata e quella pubblica.[…]

[…]..il blog è una forma di rafforzamento dell’identità personale rispetto al processo di “anonimizzazione” che caratterizza il funzionamento della Rete, perchè contribuisce a stabilizzare nel tempo la presenza degli individui. In questo modo, si stabilizzano anche le relazioni interpersonali e si aprono dei confronti che portano allo sviluppo delle idee e a un arricchimento delle conoscenze possedute dalla società nel suo complesso. La teconologia dunque rafforza le possibilità personali di esprimersi e di affermarsi in un contesto dove ciò appare sempre più difficoltoso. Consente, insomma, di essere più visibili all’interno della grande vetrina sociale.”

(V. Codeluppi, La vetrinizzazione sociale, Torino 2007, pp.54-55)